Pasta a Zero Calorie! Cos’è la pasta di konjac, quali sono i suoi benefici e come si utilizza? Ve lo spieghiamo noi

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Il konjac (amorphophallus konjac) è una radice originaria della zona subtropicale orientale asiatica. Qui viene ormai utilizzata da oltre 2000 anni, non solo come verdura ma anche sotto forma di farina, come addensante per varie preparazioni. Cresce soprattutto a quote elevate, dove non c’è traccia di inquinamento, sembra una grossa barbabietola e riesce a raggiungere anche i 4 kg di peso.

Vediamo un po’ cosa contiene in termini nutrizionali questo konjac. A fronte di un apporto calorico praticamente nullo, pochi carboidrati e grassi, è ricca di minerali come calcio, fosforo, ferro, zinco, manganese, cromo e rame. E’ ricca di glucomannano e il tenore proteico raggiunge circa il 10%. E’ una pianta nutriente, in grado di contrastare gli stati di astenia e affaticamento. Alcuni -ma non ci sono evidenze scientificamente dimostrate- le attribuiscono anche la proprietà di prevenire il cancro.
Glucomannano, proprietà e benefici

Gli shiratake di konjac, sono composti essenzialmente da glucomannano, una fibra solubile priva di calorie e che in quanto tale non viene assorbita dal nostro organismo. A contatto con l’acqua può aumentare il proprio volume fino a 60 – 70 volte. Proprio per questo, determina un senso di sazietà che dura a lungo, riducendo lo stimolo della fame e facilitando il controllo del peso.

Vediamo quali sono gli effetti benefici di questa fibra:
◾Può essere utile nel contrastare la stitichezza e purificare l’organismo. Infatti stimola dolcemente la peristalsi, agevolando il transito.
◾Nello stomaco, inibisce il senso di fame mentre a livello intestinale, blocca l’assorbimento di zuccheri, grassi e colesterolo.
Shiratake, noodle… come si presentano?

Nell’aspetto, ricordano molto la nostra pasta. Al contrario di quest’ultima però, oltre ad essere priva di glutine e dunque adatta anche a coloro che soffrono di celiaci. Ha un apporto calorico, di grassi e carboidrati praticamente trascurabile e ciò la rende ottima nei regimi ipocalorici.

E’ possibile trovarli in due diverse forme: immersi in un liquido e dunque da risciacquare in acqua tiepida prima di saltarli in padella, con il condimento che preferite. Oppure secchi, da reidratare in acqua bollente per circa 7 – 8 minuti Qui il tempo poi è indicativo poiché di fatto non scuociono mai! Una volta risciacquati, possono essere saltati in padella come gli altri.
La differenza fra i due formati sta nell’apporto calorico: 10 kcal /100 g per i primi e 20 kcal/100 per quest’ultimi. Entrambe le versioni poi, sono disponibili in diversi formati. Riso, spaghetti, vermicelli, maccheroni e sfoglie per preparare le lasagne!
Ma che sapore hanno? Malgrado l’aspetto non sia proprio invitante, specie di quelli immersi nel liquido, il sapore non è poi così pessimo. Gli shiratake hanno un gusto abbastanza neutro, non ben definito.

Ma è un gusto che poi prende carattere quando vengono saltati in padella con abbondante condimento poiché risultano molto assorbenti. Ecco che per ottenere un buon risultato, al momento della preparazione è consigliabile considerare una buona dose di condimento anche a fronte di una piccola porzione di pasta.
LE NOSTRE NUTRIZIONISTE AL BIOBAR TI ASPETTANO PER CONSIGLIARTI COME PREPARE LA PASTA DI KONJAC.